27
FEB
2018

Persecuzione e paura della diversità

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‘Persecuzione e paura della diversità’, titolo ad effetto che Il Cittadino, il 12 febbraio, ha dedicato alla serata su Memoria e Disabilità che abbiamo realizzato a Paullo il 2 febbraio, come cooperativa Libera Compagnia di Arti & Mestieri sociali in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

Senza titolo

A distanza di qualche giorno ci piace ancora ricordare questo evento, perchè è stato importante e prezioso per la comunità.
La declinazione che ne dà il Cittadino nel titolo è forte e permette di porci domande anche sullo stato attuale della questione: oggi siamo tutti concordi nel definire aberrante ciò che è accaduto nei primi del ‘900, in regime nazista, a persone con disabilità e invalide, oppure malate, ma siamo sicuri che ciò che è stato non possa più accadere? O ancora, quali forme di persecuzione, paura e discriminazione delle diversità vengono agite oggi, a volte anche inconsapevolmente?

Anche per questo noi lavoriamo, oggi, per diffondere una cultura dell’inclusione sociale, della disabilità ma anche di ogni altra forma di diversità, difendendo spazi di diritti umani inalienabili che permettono ad ogni persona di poter incidere nei contesti in cui vive.  E allora la domanda che guida ogni nostro pensiero e ogni nostra azione è: cosa è necessario attivare, costruire, generare negli ambienti sociali, perché questi siano realmente accessibili a chiunque? Come poter far crescere il senso di responsabilità accanto alla necessità di difesa dei diritti?
Noi crediamo infatti che ci sia molta differenza tra il concetto di diritto e quello di privilegio e non possiamo far confusione, perché è da questa confusione che si generano mostruosità ideologiche che si ripetono nella storia, anche assumendo forme diverse e, in apparenza, più socialmente accettabili.

 

Ogni persona ha diritto di essere cittadino del proprio territorio e, in quanto tale, ha assolutamente doveri sociali a cui ottemperare. Lo spazio dell’Educazione per noi risiede qui: nel tutelare le fragilità, promuovendo contemporaneamente risorse e competenze di cittadinanza attiva e responsabile, in ognuno, a partire dalle condizioni esistenziali che caratterizzano le singole vite.

Per far questo è necessario contemporaneamente ‘attrezzare’ gli ambienti sociali e comunitari così che diventino contesti accessibili e liberi dalla paura ‘del diverso’. Altrimenti il gioco non vale la candela: l’umanità cresce e si sviluppa grazie alle esperienze concrete che vivono i singoli esseri umani. Le competenze personali non si possono incentivare se non ci sono spazi di vita in cui poterle sperimentare, in cui imparare ad essere capaci, anche di cittadinanza.